mercoledì 16 dicembre 2020

 solita strada. di ogni mattina. la striscia di cielo rosato all’orizzonte e una luce giallo chiaro che investe la periferia orizzontalmente. una mattina limpida. nebbia quasi assente. i campi. l’erba. Gli alberi.  ricoperti di brina. microscopici diamanti. a mortise una casa abbandonata è circondata da un giardino di rovi. rami rossiccio arancio. ancora sembrano bloccati all’autunno. se non fosse per quei mille punti luce che si illuminano al passaggio. microscopiche stelle riflesse dal cielo. risplende gelido. dicembre. l'inclinazione dei raggi in inverno. rende i mattini abbaglianti. stringo gli occhi. come i gatti. mentre guido per andare a lavoro. dopo un inizio promettente. per un motivo. e per altri mille. sta tutto appassendo. non so più come gestirlo. non so come andare oltre questa bolla di urla assordanti. la mia anima non trova pace. e più invecchio. meno riesco a mascherare di non sopportare il mondo. la vita. la società. me stessa. me stessa più di tutto. a volte. mi viene da stravolgere. ogni cosa. ogni cosa che posso distruggere. cambiare. mi farebbe respirare. mi dico. ma cambiare le uniche cose su cui possiamo agire. non le rende automaticamente le cose giuste da cambiare. piango. ancora. e ancora. e ancora. ogni giorno. mi alzo. e mando giù. stringo i denti. mi si legge in faccia ma non lo dico. non ne parlo. lo scrivo. lo disegno. cerco di buttar fuori quella parte putrescente di me. acida. che mi sta consumando. ma non posso vomitare me stessa. strapparmi a me. dividermi. e c'è davvero una parte intatta. io non so. non lo so più. è sempre enormemente difficile. ultimamente sempre di più. e guardare il mondo là fuori. sentirlo urlare. le urla di tutti. di tutto. mi lacera dentro. mentre urlo anche io. non succede nulla. eppure il collasso è inarrestabile. ho un buco nero. al centro del petto. vorrei risorgere dalle mie macerie. vorrei rinascere fiore. e morire. in questo gelido splendore. in questo inverno. annegando in un mare di microscopiche stelle riflesse. sognando il tepore.della primavera. il caldo dell'amore. mentre mi atrofizzo nel ghiaccio. microscopici diamanti. sono ricca. ma solo di dolore.

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