è abbastanza ironico. sfogliare i miei post. anche quelli un po' più vecchi. anche leggere i racconti che scrivevo a sedici anni. che io parli di me stessa espilicitamente o meno. poco importa. appaio sempre come una persona sola. e forte. estremamente ferita da tutto. ma comunque solida. in piedi ormai da ventinove anni. è un lungo tempo da resistere alla tentazione. tentazione di buttarsi sotto un treno. e lasciare le mie viscere al sole. sui sassi bianchi dlla ferrovia. l'odore i sangue fortissimo. mi sembra di sentirlo solo immaginando la scena. ad ogni modo sono quasi trent'anni. e ho resistito. abbastanza bene. e sola si. lo sono ancora. mi sento ancora enormemente sola. però non è vero che sono stata sulle mie gambe. sempre sola. mi hanno dato il braccio. tantissime persone. a volte mi ci sono aggrappata disperatamente. come se quel braccio fosse l'ultimo arbusto che cresce su un precipizio. rimanerci aggrappata. o il nulla. l'istinto di sopravvivenza è quasi sempre fortissimo nei momenti più pericolosi. e così ho preso aiuto. a volte con violenza. a volta scaricandoci tutto il mio peso. il peso di un corpo che si dimena per non cadere giù. il peso di un corpo che sta annegando e nel terrore si dimena. dimenarsi non ha mai reso le cose più facili. ne per me. ne per le persone a cui mi aggrappavo. non mi stupisco. che la maggior parte di quelle persone mi ha lasciata andare a un certo punto. non mi piace essere così. vorrei essere quella guerriera con cui mi descrivo ogni tanto. forte sulle sue gambe. forte abbastanza da stare in piedi da sola. invece. invece la storia è diversa. mi vengono i conati solo a pensarci. ma in piedi da sola ci sto pochissimo. e ancora più disgustoso è quante braccia mi porgano e quanto comunque io accetterei di aggrapparmi davvero a poche. ma queste persone non mi porgono la mano. sono in piedi distanziate da me. ma vicine. e vivono simili battaglie. e più passa il tempo. più vorrei stringere una mano. il calore di un braccio attorno a me. più passa il tempo. più sono però disgustata. dalle persone. meno tollero la socialità. meno tollero le consuetudini della società. vorrei semplicemtente che questo bilico diventasse caduta. prendo un respiro. e giù. il nulla. mi auguro di perdere l'istinto. la paura che lasciar andare il bordo del mio precipizio mi faccia inghiottire dal nulla. non è il nulla meglio. di tutta questa sofferenza e frustzione.
a heart behind glass
giovedì 5 maggio 2022
giovedì 10 febbraio 2022
il clima si fa più dolce. a febbraio. sento la primavera. il sole dorato tocca tutto. scalda. chiudo gli occhi. lascio mi accarezzi la faccia. sento già la pelle bruciat. secca. piena di vino. vuota d'acqua. così il terreno. intossicato. e arido. questo tepore scalda solo in superficie. nel mio cuore è un inverno freddissimo. qualsiasi mio sforzo. qualsiasi mia azione. per quanto ragionata. logica. soluzione. non mi porta distante da dove rimango in piedi ora. occhi torvi nel vuoto. non metto a fuoco nemmeno il tuo volto. ormai. tutta la compassione di questo mondo. tutto l'amore. che pensavo avrebbe potuto cambiare l'universo. non cambia niente. nessuno. soprattutto non cambia me. perchè per me non c'è amore. per me non c'è niente. dolorose assenze. amore unidirezionale. una famiglia inesistente. le persone si prendono tutto. perchè non so proteggere nessuna parte di me stessa. me ne sto come un animale sventrato di fresco in un mercato affollato. guardatemi tutti. martire perchè stupida. perchè quello che avevo guadagnato l'ho gettato al vento rincorrendo battiti di cuore. in un momento storico che già di per sè mi aveva fatto allontanare dai miei progressi. vorrei solo qualcuno acquistasse questa carcassa ancora sanguinante e la usasse tutta. anche le ossa. senza lasciar più niente. a questo punto ho un unico desiderio. quello di sparire. essere consumata fino all'ultima goccia. non riesco più ad aspettare. voglio sentirmi niente. non sentire più. eppure ancora. qua. in piedi. mando giù lacrime amare. e guardo l'orizzonte. ancora sto in piedi. ancora. per qualche bizzarro motivo. resisto.
venerdì 17 dicembre 2021
è un desiderio atavico. una nostalgia profonda. brama di pelle sotto i miei polpastrelli. chiudo gli occhi. mentre tocco. studio ogni millimetro quadro. di ciò che entra in contatto con i miei poplastrelli. chiudo gli occhi. memorizzo ogni millimetro quadro. di ciò che entra in contatto con i miei poplastrelli. mi aggrappo così tanto al tatto. il contatto. la prossimità. vicinanza. uno strato di pelle. mi separa dalla solitudine. il sangue corre ovunque in tutto il corpo. posso sentirlo. premendo leggermente. è ritmico. come il mare. vorrei tuffarmici dentro. le tue onde rosse. vorrei sparire nel mio. lasciarlo andare tutto. come un'ombra che non torna indietro. forse anche il mio sangue. rossa lacrima. cercherebbe solo una casa. un unione. sotto la pelle di qualcuno. sotto la pelle di chi amo. eppure siamo frammenti separati. tutti quanti. soli. infine. il mio anelito è una sete per cui non esiste bevanda dissetante. tanto cresce a volte. da farmi sentire un vampiro. tanto cresce a volte. da costringermi ad alzarmi dalla tavolata in compagnia. e andare in bagno a piangere. solo l'ennesimo motivo. per cui piangere. e più cresce questa brama dolorosa più tendo a distaccarmi. a perdere collegamento con quello che è chiamato contatto umano. è un desiderio atavico. che nasce dal più orofndo della mia essenza. ti strapperei la pelle se potessi. per infilarmici sotto. stare al caldo. vicino al cuore. invece sono seduta sul pavimento del bagno. in mezzo a cumoli di vestiti. piango. è doloroso. tutto. sono stanca. rigiro la lama scintillante tra le mani. mi strapperei la pelle. la mia stessa pelle. dove sei nicole. fuori è già buio. ancora buio. già buio. ancora buio. i campi si rischiarano. alla luce dell'alba invernale. la nebbia un sottile velo. lo strapperei se potessi. e potrei. potrei strappare la pelle. l'unica che sono leggittimata a strappare è la mia. eppure anche in quelle macerie mentali qualcun altro vuole decidere per me. ma come leggi statali. sono regole imposte da altri. che puoi condividere o meno a inscatolarti. o al contrario lasciarti alle intemperie del mondo. sorrido mentre guardo i disegni che le veno fanno intravedere sulla pelle altrui. dal mio invisibile cubo di vetro. faccio qualsiasi cosa per avvicinarmi senza violenza. ma certi individui sono inaviccinabili. da sempre. o lo diventano. altri sono avvicinabili. alcuni li tengo vicini. strettissimi. ma la brama di pelle non si placa. il desiderio di connessione rimane sempre almeno un pò insodisfatto. satellite. orbito per amore. in silenzio. piango quando sono ubriaca. mi tengo a distanza. perchè la fisica non è un'opinione. e nemmeno le leggi. non posso. entrarti sotto la pelle. dormirti nel cuore.
giovedì 16 settembre 2021
la nebbiolina fine. la mattina. ancora non è freddo. ma l'autunno ha le fauci spalancate. e tutto lentamente. scivola. verso quella voragine buia. i mesi freddi. vorrei scivolare troppo giù. dove il buio è totale. dove diventare nulla. dopo l'ennesima volta. che in pochi mesi. mi guardo attorno. e vedo che ho fatto terra bruciata. un pò per mia volontà. un pò per cause esterne. un pò il mio subconscio. che corrode costantemente. tutto. acido verde. che mi scivola negli anfratti del cervello. fa male. non so tirarlo fuori. staccarlo da me. piccolo mostro velenoso. mi specchio sui finestrini delle macchine. le vetrate della banca. andando a lavoro. respirando nebbia e smog. sono io. mostro velonoso. come faccio a staccare da me. qualcosa che sono profondamente io stessa. ho rovesciato la mia personalità. inconsapevolmente. facendomi del male. senza coltelli. ho scelto altre strade. meno visibili. e allo stesso tempo più indelebili. ho semplicemente preso in mano un'altro copione. stessa storia. stesso nome. un altro personaggio. e ora non riesco a uscirne. non riesco a togliere questi abiti che ho indossato. mi striscio mi dimeno. so che ho bisogno di un cambiamento. una via d'uscita. piango per terra. strisciando in questo abito che mi brucia la pelle. non riesco a strapparlo. ho provato tante cose. in questi mesi. ho cambiato tutto. per non cambiare nulla. citazioni classiche a parte. ho provato. applicato alcune novità. messo in discussione chi sono. forse è un cambiamento permanente. forse no. probabilmente no. cambierò ancora. piango per terra. ho paura di peggiorare ancora. diventare una presenza ancora più spiacevole. mi sento rigettata da ogni luogo. spinta ai margini di ogni gruppo. io stessa mi spingo ai confini di me. per cercare di allontanarmi. per cercare pezzi di me che ho perso. per strapparmi queste vesti. e ogni azione. che dovrebbe liberarmi. mi fa solo ciondolare. nel mio stesso cappio. forse non sono oggettiva. guardo la zona industriale bagnata dal sole. chissà perchè quando un mio amico mi ripeteva spesso di farmi una vita. mi incazzavo. io volevo farmi una vita non da sola. ma la prossimità illusoria. la condivisione scostante. l'amore è veleno e antidoto. mentre guardo il cielo coperto e respiro l'aria pesante di questa pianura. me ne rendo conto. ormai 30 anni. sono diventata tossica. tossica come questa pianura. e ancora ti tendo le mani. piene di amore rancido. e ti sorrido piangendo. mentre spero di sparire. come liquame gettato in un fosso. abusivamente. diventare parte del terreno. delle piante. far parte di un sistema industriale decadente. che è la mia culla. il mio letto. forse. probabilmente. sarà la mia tomba.
mercoledì 21 luglio 2021
a ventotto anni. ancora a volte. nel pieno della disperazione per quello che è. è stato. e sarà. mi ritrovo a pensare. vorrei mia mamma. vorrei qualcuno mi aiutasse. vorrei qualcuno si prendesse cusa di me. con la differenza. che rispetto a quando ne avevo 11. non solo è un pensiero sciocco. e infantile. ma totalmente. irrealizzabile. una delle prime cose che ho imparato da piccola. è che nessuno ti aiuta. nessuno andrà avanti per te. andrai avanti sempre da solo. e se quando si è pressochè bimbi è auspicabile qualcuno ci porti per mano. sebbene non scontato. è auspicabile. qualcuno ci dica come muoverci in avanti. come risparmiare le forze. qualcuno che ci insegni a vedere i lati colorati. di una strada nera. oscura. impervia. fredda. ancora adesso. anzi ora di nuovo. passato il mio delirio di onnipotenza. mi sento piccola. mi sento persa. mi sento sola. e mia mamma non mi abbraccerà mai più. aveva smesso che ancora era in vita. non ne aveva la forza. e ora io sono qua che piango ogni giorno. perchè andare avanti è la cosa più frustrante di tutte e rimane l'unica direzione possibile. abbracciami. ma preferirei mi ammazzassi.
lunedì 5 luglio 2021
martedì 20 aprile 2021
dormo di più. bevo più acqua. pulizia. eppure i giorni scorrono. e lo squilibrio. è continuo. come essere sempre in bilico. la forza fisica. mentale. rinnovate. da ore di sonno. chiusa come in un bocciolo di rosa. aggrovigliata nelle lenzuola. non mi danno di più. non mi trascinano. ove. non ho bisogno di sforzarmi per stare in equilibrio. una settimana. una settimana a lavoro. ogni giorno 10 ore. lacrime. nervoso. mani insanguinate. e oggi ho detto ok. prendo fiato. aspetto un attimo. oggi fisso lo schermo. senza sentimento. passare da essere sfruttata e svendermi per fare. al non fare niente. rubare quasi. lo stipendio. è un attimo. odio questa mia incostanza. inconsistenza. un giorno sono reale. il giorno dopo un fantasma. un lamento nell'aria inquinata. mentre piango accovacciata sull'asfalto. fa semplicemente troppo male. sovraccarico. il vuoto più totale. caduta libera. vedo me stessa tra le mie lacrime. cadere da un alto hotel della zona commerciale. sto nuotando in quella cascata. per schiantarmi ancora più veloce. mi viene da vomitare. mentre mi guardo le scarpe. sulle strisce pedonali. ormai sono vecchia. siamo vecchi. sono triste. siamo tristi. e diventa sempre più difficile. mano. a mano. mi sembra che non riusciamo ad essere felici nemmeno assieme. nemmeno nelle risa tutti assieme vedo della gioia. sento una disperazione fortissima. echeggiare di rabbia. cuori in frantumi. bottiglie di vetro rotte a terra. la pace è un'isola rara. in questo grigiore. vorrei vedere un'alba. un cielo rosa. sentirmi al sicuro. sentire amore. e invece piango. accovacciata sull'asfalto. la miseria del mondo. la miseria mia.