giovedì 16 settembre 2021

 la nebbiolina fine. la mattina. ancora non è freddo. ma l'autunno ha le fauci spalancate. e tutto lentamente. scivola. verso quella voragine buia. i mesi freddi. vorrei scivolare troppo giù. dove il buio è totale. dove diventare nulla. dopo l'ennesima volta. che in pochi mesi. mi guardo attorno. e vedo che ho fatto terra bruciata. un pò per mia volontà. un pò per cause esterne. un pò il mio subconscio. che corrode costantemente. tutto. acido verde. che mi scivola negli anfratti del cervello. fa male. non so tirarlo fuori. staccarlo da me. piccolo mostro velenoso. mi specchio sui finestrini delle macchine. le vetrate della banca. andando a lavoro. respirando nebbia e smog. sono io. mostro velonoso. come faccio a staccare da me. qualcosa che sono profondamente io stessa. ho rovesciato la mia personalità. inconsapevolmente. facendomi del male. senza coltelli. ho scelto altre strade. meno visibili. e allo stesso tempo più indelebili. ho semplicemente preso in mano un'altro copione. stessa storia. stesso nome. un altro personaggio. e ora non riesco a uscirne. non riesco a togliere questi abiti che ho indossato. mi striscio mi dimeno. so che ho bisogno di un cambiamento. una via d'uscita. piango per terra. strisciando in questo abito che mi brucia la pelle. non riesco a strapparlo. ho provato tante cose. in questi mesi. ho cambiato tutto. per non cambiare nulla. citazioni classiche a parte. ho provato. applicato alcune novità. messo in discussione chi sono. forse è un cambiamento permanente. forse no. probabilmente no. cambierò ancora. piango per terra. ho paura di peggiorare ancora. diventare una presenza ancora più spiacevole. mi sento rigettata da ogni luogo. spinta ai margini di ogni gruppo. io stessa mi spingo ai confini di me. per cercare di allontanarmi. per cercare pezzi di me che ho perso. per strapparmi queste vesti. e ogni azione. che dovrebbe liberarmi. mi fa solo ciondolare. nel mio stesso cappio. forse non sono oggettiva. guardo la zona industriale bagnata dal sole. chissà perchè quando un mio amico mi ripeteva spesso di farmi una vita. mi incazzavo. io volevo farmi una vita non da sola. ma la prossimità illusoria. la condivisione scostante. l'amore è veleno e antidoto. mentre guardo il cielo coperto e respiro l'aria pesante di questa pianura. me ne rendo conto. ormai 30 anni. sono diventata tossica. tossica come questa pianura. e ancora ti tendo le mani. piene di amore rancido. e ti sorrido piangendo. mentre spero di sparire. come liquame gettato in un fosso. abusivamente. diventare parte del terreno. delle piante. far parte di un sistema industriale decadente. che è la mia culla. il mio letto. forse. probabilmente. sarà la mia tomba.