mercoledì 20 gennaio 2021

 è come se il tempo fosse modulato. setacciato. ristretto. e allo stesso tempo. dilatato. sto in piedi per la strada. mentre sul mio viso cadono gocce di pioggia finissima. occhi chiusi. è buio. è inverno. fa buio presto. fa buio a lungo. ho freddo. alla luce dei lampioni. apro gli occhi. la zona industriale sgombera. il mio regno. e quello degli spacciatori. luci al neon in lontananza. degli esercizi commerciali. sempre aperti. anche in questi tempi. tempi di disgrazie intense. di incertezze sovrane. di isolamento. mi sfreccia affianco una pattuglia. luci blu. stato di controllo. mi sento sempre nauseata. in tensione. non riesco a rilassare le spalle. se mi lasciassi tutto questo alle spalle. che fine farò. quali terre inesplorate potrei percorrere. e cosa perderò. magari per sempre. le possibilità sono strade buie. eppure mi piacerebbe percorrerle tutte. in lacrime. logorata da mille cambiamenti. in cerca di una stabilità che non riesco a trovare stando ferma. forse un secondo di equilibrio in uno scenario in continua evoluzione. continuo sconvolgimento. una centrifuga. un centro di rotazione. io. potrei provarlo. vorrei non camminare su una fune. sempre in bilico. le spalle tese. sempre esausta. avanzare lentamente. voglio provare a correre. voglio provare a cambiare. qualcosa. per cambiare me stessa. potrei precipitare giù nel buio. una vita in caduta libera. in un mondo che crolla a pezzi. forse sarebbe comunque appropriato. mi schianterò. o no. per ora non riesco a muovere nemmeno un passo. as occhi chiusi. inspiro l'aria umida di pioggia.
apro gli occhi. la zona industriale sgombera. il mio regno. e quello degli spacciatori. luci al neon in lontananza. tempi di disgrazie intense. di incertezze sovrane. di isolamento. e tutti stiamo cadendo a pezzi. qualsiasi cosa scelga. anche il mondo sta crollando. crollerò anche io. infinite volte. sarà assicurata una cascata di lacrime. piange anche il cielo. quale strada sarà la mia via crucis. spero solo di scegliere quella più soddisfacente. nella disperazione. nella distruzione. voglio brillare fino alla fine. anche se fosse di bagliori radioattivi. del mio cuore nucleare sono la scoria.

mercoledì 6 gennaio 2021

 mi sento sul bordo di un precipizio. dal fondo. con un solo occhio mi fissa una verità. non la guardo. mi fa venire le vertigini. e poi fosse l'unica verità. ne farò a meno mi dico. posso procedere lo stesso. anche se a qualcosa non do voce. mi sento sul bordo di un precipizio. ma sono sul mio letto. sotto al mio letto. quella verità. ha il suo occhio aperto. aspetta. mi prenderà per sfinimento. come i cacciatori esperti con le prede. come fa con me ogni pensiero pesante. ogni verità scomoda. che cerco di seppellire. mi segue. mi pedina. sento il suo fiato sul collo mentre aspetto il semaforo diventi verdi. quando quello rosso segna ancora un secondo. scatto. a piedi. in bici. in macchina. voglio allontanarmi dai miei stessi pensieri che maturano. non voglio mi avvelenino. non voglio vedere sempre con chiarezza. quello che è vero. in quell'istante. la verità spinge a riarrangiare le cose. cambiarle se serve. faticare per ritrovare un equilibrio. ancora. e ancora. e ancora. nulla è statico. e io sono senza fiato. vorrei riposare. ma qui cambia tutto. costantemente. sabbie mobili. di colpo mi hanno inghiottito fino al ginocchio. non posso stare ferma. devo cambiare. sento l'impeto di strapparmi la pelle. come fosse una crisalide. rinascere. l'ennesimo aborto. di una realtà meschina. le verità sono coltelli. mi guardano con un solo occhio. tante sono già conficcate nella mia schiena. ormai ne ho preso atto. le ho lasciate infilarsi dentro di me. le ho accolte. fatte mie. alcune mi hanno infilzato più dolorosamente di altre. quelle che non volevo sentire. quelle che non volevo ammettere. mentre guardo con la coda dell'occhio giù dal precipizio. come se sbirciare non fosse vedere davvero. mi sporgo dal bordo del letto. lascio scivolare il corpo. i capelli toccano il pavimento. gli occhi socchiusi appena. voglio vedere. come sempre sono ansiosa di capire. quale altro mostro mi sta inseguendo. e sfinita dalla fuga. accendo la luce. il precipizio è profondissimo. là in fondo. quell'occhio mi guarda. là nella polvere sotto il letto. incontro il suo sguardo. e si illumina di colpo. una stanza anche nella mia testa. ti sei persa nicole. stai affogando. ancora una volta. hai un'amnesia su come si nuota. annaspi. solo perchè non accetti. che hai sbagliato. passo. dopo passo. senza rendertene conto sei tornata sulla stessa strada. sei senza confini ora. senza difese. quanto ancora vuoi cancellarti. quanto ancora seguirai questo sentiero. ti stai espandendo. ma ora è troppo. ti stai espandendo. fino a perdere i bordi. come un acquerello su cui viene aggiunta troppa acqua. sbiadita. scolorita. senza un contorno. scialba e senza sapore. non hai mai imparato a difenderti. per quanto ti piaccia attaccare. potresti venire distrutta. stai giocando con il fuoco. e non hai nemmeno un goccio d'acqua. chiudo gli occhi. lo sapevo già. e l'unica vera consapevolezza che mi da tutto questo è ancora diversa in realtà. e non so nemmeno se faccia. più o meno. male. mi ero mai ritrovata. si. no. non lo so. so solo che probabilmente di me. alla fine. non so niente.