lunedì 28 dicembre 2020

 aria. spazio aperto. gelido inverno. aria. spazio aperto. vento freddissimo. aria. spazio aperto. cielo buio. stelle sparse. nei miei occhi. aria spazio aperto. fa luce il mio cuore. crepuscolo. mi vedi nel buio. sospesa. aria spazio aperto. voglio staccare la spina. rimanere qua. dentro il mio spazio. ancora un attimo. mi fa male la testa. è bollente. aspetta. ho il fiato rotto. non posso correre. vorrei solo ancora un momento. per rimettere ordine. sono un essere meschino. aria. spazio. vorrei allontanarmi da me stessa. guardarmi da distantissimo. come un astronauta guarda la terra da un oblò. quella è casa. e è orribile. sempre più. paura. forse se riuscissi a uscire da me. abbastanza. avrei il terrore di riavvicinarmi. mi guardo. velenosa. non voglio più niente. in realtà. a volte si. ancora. la luminescenza del mio cuore. indica delle vie. delle strade. lungo le quali fioriscono. desideri. sogni. come piante di bella donna. avvelenano ogni passo. fa tutto male. fa tutto paura. piango. vorrei mi stringessi. fa male. esistere sui bordi di ferite aperte. chissà da quando. non mi rimargino mai. non riesco a allontanarmi dal dolore. non riesco a uscire da me. aria. spazio aperto. mi trascino. sentendo tutto il peso. di questo cuore. luminescente si. ma radioattivo. aria. spazio aperto. la lontananza dolorosa. aria. spazio aperto. ho il terrore. calma. respirazione. freddo. aria. spazio aperto. dammi un attimo. ancora un attimo. e tornerò a trascinarmi. su queste strade infette di fiori. sogni. speranze. che sbocciano. lungo il sentiero. cerco di non guardarli. sono fiori velenosi. oppure finti. solo un trucco. non li voglio nemmeno vedere. voglio procedere. trascinando il mio cuore. con me. riprenderò fiato in un altro momento. dove troverò. aria. spazio aperto. non far caso alle mie lacrime. sono insensate. velenose. come il mio cuore radiattivo. aria. spazio aperto. gelido inverno. nel buio. tutte le stelle le ho messe nei miei occhi. cercando una via d'uscita. ho visto solo meglio. che essere meschino sono. come fai a amarmi.

venerdì 18 dicembre 2020

 pioggia. il cielo coperto. i campi ricoperti di una sottile nebbiolina. come se le nuvole si stirassero fino a terra. gocciolando. lentamente. come miele che scende da un cucchiaino. mentre all’orizzonte. una lingua di fuoco sottile. uno squarcio rosso. come un taglio sulla pelle. uno strappo nel bacio tra cielo e terra. raggi di sole. come rivoli di sangue. orizzontali. mentre il sole sale. lentamente. si aprono altri piccoli squarci. tagli non più rossi. rosei strappi sottili. cicatrici. e le nuvole di distendono. dal bianco il cielo si ingrigisce. azzurro. grigio. ematoma. una pelle che sta guarendo e marcendo. al tempo stesso. redenzione e decadenza. si fondono. confondono due concetti opposti. un unico corpo. è come se il cielo fosse me. o forse sono io il cielo. io sono l'unico cielo che vedo. mentre da dentro mi osservo. piena di rabbia. i miei limiti. pareti irte e scoscese. che non saprei. abbattere. o. scalare. in gabbia. sempre. attraverso la mia pelle osservo un mondo dalle tinte di sangue slavato. tutto è rosa. mentre dentro di me rosso. sangue che ribolle. rabbia acida. vorrei essere diversa. vorrei sapere come vivere nella mia pelle. vorrei saperla indossare con confidenza. invece sono costantemente di fronte a un contemporaneo processo di guarigione e putrescenza. non c'è un equilibrio. non c'è una via nel mezzo. non so come fermarmi. non so come accettarmi. vorrei solo fermarmi un attimo. chiudere gli occhi. riposare per sempre.

mercoledì 16 dicembre 2020

 solita strada. di ogni mattina. la striscia di cielo rosato all’orizzonte e una luce giallo chiaro che investe la periferia orizzontalmente. una mattina limpida. nebbia quasi assente. i campi. l’erba. Gli alberi.  ricoperti di brina. microscopici diamanti. a mortise una casa abbandonata è circondata da un giardino di rovi. rami rossiccio arancio. ancora sembrano bloccati all’autunno. se non fosse per quei mille punti luce che si illuminano al passaggio. microscopiche stelle riflesse dal cielo. risplende gelido. dicembre. l'inclinazione dei raggi in inverno. rende i mattini abbaglianti. stringo gli occhi. come i gatti. mentre guido per andare a lavoro. dopo un inizio promettente. per un motivo. e per altri mille. sta tutto appassendo. non so più come gestirlo. non so come andare oltre questa bolla di urla assordanti. la mia anima non trova pace. e più invecchio. meno riesco a mascherare di non sopportare il mondo. la vita. la società. me stessa. me stessa più di tutto. a volte. mi viene da stravolgere. ogni cosa. ogni cosa che posso distruggere. cambiare. mi farebbe respirare. mi dico. ma cambiare le uniche cose su cui possiamo agire. non le rende automaticamente le cose giuste da cambiare. piango. ancora. e ancora. e ancora. ogni giorno. mi alzo. e mando giù. stringo i denti. mi si legge in faccia ma non lo dico. non ne parlo. lo scrivo. lo disegno. cerco di buttar fuori quella parte putrescente di me. acida. che mi sta consumando. ma non posso vomitare me stessa. strapparmi a me. dividermi. e c'è davvero una parte intatta. io non so. non lo so più. è sempre enormemente difficile. ultimamente sempre di più. e guardare il mondo là fuori. sentirlo urlare. le urla di tutti. di tutto. mi lacera dentro. mentre urlo anche io. non succede nulla. eppure il collasso è inarrestabile. ho un buco nero. al centro del petto. vorrei risorgere dalle mie macerie. vorrei rinascere fiore. e morire. in questo gelido splendore. in questo inverno. annegando in un mare di microscopiche stelle riflesse. sognando il tepore.della primavera. il caldo dell'amore. mentre mi atrofizzo nel ghiaccio. microscopici diamanti. sono ricca. ma solo di dolore.

mercoledì 2 dicembre 2020

 il vento è gelido. si insinua tra i vestiti. mi entra fino al cuore. non so trovare pace. tutto è grigio. nella neve. neve che in città fatica ad attaccare. un bianco temporaneo. che in fretta diventa sempre più trasparente. e ancora resiste allo sciogliersi del tutto. al collasso. si tiene ancora assieme. come faccio io ogni giorno. cacciando indietro le lacrime. per affrontare un mondo sempre meno accogliente. dentro una mente ostile. non ho ripari. non so cosa voglia dire riposo. per quanto dorma. i miei pensieri parassiti continuano a masticare. mi masticano il cervello. ancora. e ancora. vorrei sciogliermi. diventare acqua. invece rimango. in quello stato intermedio. che nemmeno ha definizione. di neve semi sciolta. con tutte le mie forze. cerco di mantenere una consistenza. una consistenza umana. e rimanere in piedi. di fronte al mondo che lentamente si sta sciogliendo con me. rivelando pochi punti di appoggio acuminati. sempre più difficili da afferare senza sanguinare. non ho più sangue. sono grigia come la città. sono grigia come la zona industriale. questo mondo non mi piace. non mi piace nemmeno il mondo nella mia testa. forse ancora meno del reale. ho cercato di costruire mondi satelliti. tenendo mani calde. di anime che mi trattano con amore. di anime che amo. ma la compagnia drena energie che non ho. ho sempre detto che di amore ne avevo abbastanza per cambiare il mondo. non ne ho nemmeno per me stessa.  sembra impossibile trovare un mio angolo. dove essere solamente un cuore sanguinante. a se stante. posso solo esistere in angoli dove mi faccio calpestare. per innalzare altri sopra il grigiore. per far loro vedere che il cielo sopra questo scuro costante. è pieno di luce. colori pastello. spazio. sto facendo di me stessa una scala. un trampolino. mentre chi amo ha paura. e rimane aggrappato a me. mentre io lentamente sento le articolazioni cedere. che ironia amara. non sono gli altri a chiedermelo. non sono gli altri a farlo di prepotenza. sono io stessa a buttarmi sotto i loro piedi. che io riesca a aiutarli o il loro peso a schiacciarmi del tutto sarebbe comunque un risultato. uscire da questa impasse grigia. umida. ventosa. gelida. che si sta diffondendo. un tumore. in tutta me stessa. più forte. spaccami la cassa toracica. voglio smettere di respirare. rimanere come una macchia di sangue nella neve grigia. mezza sciolta. una macchia nell'angolo del vostro cervello. indelebile. ma nascondibile. dimenticabile. chiusa in un cassetto. solo un mucchietto di ossa rotte senza vita. non apritelo mai. lasciatemi riposare. un tumore addormentato. un tumore con la dolcezza di un fiore regalato da amore stesso. un tumore con la dolcezza di una dose per un tossico in astinenza.  il vento è gelido. si insinua tra i vestiti. mi entra fino al cuore. non so trovare pace. il tumore di me stessa.