lunedì 26 ottobre 2020

fiorendo in questo periodo. a ridosso della festa dei morti. in italia. i crisantemi. sono i fiori della morte. se ne riempiono i cimiteri. mai le case. in russia. invece fioriscono tuta l'estate. sono in tutti i giardini. in tutte le case. papà vietava i fiori della morte in casa. come vietava tantissime cose. anche se a casa lui non c'era affatto. ci teneva a mantenere il comando. ora non può più farlo. non glielo permetto. guardiana del nostro castello. governante del regno interno. gli ho lasciato il giardino. vorrei farglielo trovare pieno di fiori della morte. crisantemi. ovunque. tutti rossi. bordeaux. come il sangue che mi inietta gli occhi. la vedi. la rabbia che è rimasta. rimane sempre. insieme alla paura. il terrore nero. ai limitari di casa. sarebbe la mia affermazione di potere totale. cacciato da tutto. non gli rimarebbe davvero più nulla a quell'uomo. prefeisco lasciargli l'illusione che può ancora controllare il mondo. non sono così interessata a lottare. sono stanca. sono stata in auto esilio per una settimana. per una settimana ora. sto ponendo il primo passo nella luce di casa. tra i crisantemi rossi. che stanno fiorendo nella mia testa. come un fuoco. è il momento del confronto. anche se non voglio.mi viene da vomitare. vorrei. non essere. da sola sul campo di battaglia. vorrei non essere e basta. in realtà. la stanchezza di galassie esplose. in mezzo ai crisantemi rossi. frammenti di corpi celesti dappertutto. mi hanno lacerato le interiora. mentre guardo con la mente quella porta verde. voglio tornare a casa. blindarmi nella solitudine. ma non posso. non posso mai. nicole non c'è. mi dispiace. lei non esiste. non è mai esistita. è solo un cavaliere della tavola rotonda. tavola rotonda della follia. e gentilezza. al suo centro un vaso di crisantemi. sono i fiori della morte.

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